Trøndelag: una meta di viaggio sostenibile

di Emanuela

Trøndelag è immerso nei boschi innevati, tra alci e renne, ha una sua intima filosofia di vita e una tradizione birraia nata per “regolamento”

Kos e via

Trøndelag è una regione di mezzo della Norvegia, un cuore pulsante, laddove partì e sconfinò la Riforma del Cristianesimo voluta da Re Olav II Haraldsson.

Una terra autentica in cui gli abitanti hanno adottato il Kos, cioè uno stile di vita che in qualche modo viaggia di pari passo con la sostenibilità. Innanzitutto, nel trascorrere del tempo.

Qui il tempo ha una sua andatura, dettata dalle persone che lo vivono con lentezza. Ma è anche “il come” lo si spende. Trøndelag è talmente varia da offrire tanti svaghi, tante opportunità.

Di certo, il Cammino di St. Olav -ad esempio- è uno di questi. Gli abitanti diventano pellegrini, rinnovando nei passi, nel respiro, nello sguardo e nella resistenza il Kos. Il Cammino è un percorso complicato, per le pendenze, il clima, gli approvvigionamenti di acqua e cibo. Ma è anche una strada che offre spiritualità, paesaggi in cui perdersi, tracciati su cui conquistare la “Compostela” e stare in pace con la Natura.

Ma lo “stile” di Trøndelag si rintraccia anche nelle architetture moderne.

La sostenibilità nel cuore di Trøndelag

La PowerHouse Brattørkaia ne è l’esempio più evidente: con la sua mole green ha conquistato la Certificazione BREEAM Outstanding, ovvero è stata riconosciuta come “amica dell’ambiente”.

Con i suoi pannelli solari, che rivestono i 3 mila metri di tetto, sfrutta l’energia rinnovabile producendo elettricità per sé, gli edifici limitrofi e per le auto elettriche di zona.

Un palazzo di energia positiva che influisce sulla vita e sul tempo delle persone, soprattutto di chi ci lavora.

Conquista perché utilizza l’acqua di mare per la climatizzazione degli spazi, la ventilazione ad aria per ridurre il consumo di energia, e ha uno spreco di luce artificiale minimo.

Un luogo che si visita con piacere perché oltre all’aspetto filosofico unisce un’esteriorità interessante: l’eleganza del tetto inclinato ma anche le vetrate che di giorno riflettono il cielo e di notte illuminano lo skyline ne fanno un vero gioiello dell’urbanistica moderna e internazionale.

Cattedrale di Nidaros Foto di Michelle Maria da Pixabay

Cattedrale di Nidaros Foto di Michelle Maria da Pixabay

Simbolo di un Re

Trøndelag è stato uno spartiacque tra Paganesimo e il sopraggiunto Cristianesimo. Una forte testimonianza di quel cambiamento e dunque della battaglia di Stiklestad -siamo nel 1030– è rappresentato oggi dalla Cattedrale di Nidaros.

Il Re Olav II, morto per convertire il suo popolo al Cristianesimo, venne seppellito in un luogo dove, qualche anno più tardi, fu eretta una piccola chiesa in legno. Questa doveva accogliere quanti lo beatificavano ma a un certo punto, essendo la figura di Olaf molto amata, non bastò più.

La Cattedrale di Trondheim

Quindi iniziarono i lavori per costruire una Cattedrale che fosse tanto grande quanto la fama del suo Re. Ci vollero circa 230 anni perché anche l’ultima pietra fosse posta.

Divenne il più grande edificio medievale dalla Scandinavia nonché Arcivescovado e centro spirituale, tra i più importanti del Nord Europa.

A fare da osservatori, all’esterno, una schiera statue tra personaggi biblici, vescovi e re norvegesi. Mentre all’interno, la penombra che invade il grande spazio verticale, fu fortemente voluta per dare luce alle vetrate istoriate, cariche di colori.

La Cattedrale fu consacrata, negli anni, a luogo di incoronazioni ma successivamente, per onorare Re Olav -che intanto era diventato patrono nazionale-, proseguì nel suo ruolo originario diventando tappa di pellegrinaggio sul Cammino di Olav.

Trøndelag Foto di Luca Bartoloni da Pixabay

Trøndelag Foto di Luca Bartoloni da Pixabay

Sulle rive del Nidelva

Certamente il cuore del cuore di Trøndelag è il quartiere di Trøndenheim, Bakklandet con le sue case di legno colorate. Oggi è un luogo residenziale e commerciale, riempito di negozi, caffè, ristoranti e osterie antiche, ma un tempo era destinato ad accogliere marinai, pescatori e operai che lavoravano in città. Un costruito che ha visto alternarsi incendi e rifacimenti. Si sviluppa sul fiume Nidelva che zigzaga dividendo le sponde e offrendo degli scorci davvero suggestivi sull’acqua.

In questo piccolo mondo antico -durante il Medioevo- esisteva una legge secondo cui, ogni anno, a Natale, i contadini che avevano i mezzi per farlo, dovevano produrre birra, altrimenti la Chiesa avrebbe potuto prendere loro le terre e cacciarli. Un negozio, il Gulating, ha in esposizione 400 tipi diversi di birre, a dimostrazione che quel che era un regolamento divenne una tradizione.

Anche questo probabilmente è nello spirito “Kos” dei norvegesi di Trøndelag.

Ma in questa regione sono tantissime le particolarità con cui ti troverai faccia a faccia. I fiumi ghiacciati, gli abeti innevati che svettano alti, le tipiche casette rosse che scivolano dal finestrino. Soprattutto, potresti imbatterti nel bue muschiato, nell’alce, nella volpe artica, nonché nella renna -che qui è selvatica-.

Sulla costa invece oltre al re dei pesci, il Salmone, sono una caratteristica del pescato gli halibut, dei pesci piatti, e gli eglefini, o asinelli, dei pesci di acqua salata.

E poi di certo vorrai visitare Roros, un paesino Patrimonio Unesco, interamente costruito in legno. Ma questa è tutta un’altra storia…


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Intercetta il CAMMINO DI SANT’OLAV


 

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