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La National Art Gallery di Pangrati ad Atene è anche detta Museo Alexandros Soutzos per l’imponente lascito di 107 pezzi allo Stato Greco del famoso giurista e amante dell’arte. L’incipit della fondazione della galleria stessa.
Atene, lo sappiamo è una di quelle città che si è rialzata mille volte e l’arte ha dato un impulso propulsivo al suo orientamento. Ogni quartiere di Atene ci racconta storie di recupero, valorizzazione urbanistica, street art, fascino e shopping, un cantiere sempre in movimento, un grande laboratorio a cielo aperto, una start-up innovativa.
E il quartiere di Pangrati non ne è stato esente. Da qualche anno si sono affacciati sulle strade i concept store, i club, le librerie. C’è un’anima che pulsa dentro quel territorio che un tempo era una porzione, il cosiddetto demo di Agrile, dell’Antica Attica, ovvero la volontà di rinnovarsi sempre e comunque.
Cosa vedere intorno alla National Art Gallery di Pangrati
Tra le sue strade si allarga il Giardino Nazionale di Atene un luogo di tranquillità in mezzo all’urbanizzazione, tra alberi, capitelli corinzi, mosaici, i busti di marmo. E alla fine appare lo Zappeion, un edificio -così come per la National Art Gallery di Pangrati- che è stato donato dal mecenate Evangelos Zappas allo stato ellenico. Tra l’altro le pareti dello Zappeion nel 1981 hanno visto siglare l’ingresso della Grecia nella Comunità Europea.
Brilla lo Stadio Panthinaiko
Pangrati è anche la culla dei Giochi Olimpici moderni. Lo Stadio Panathinaiko, detto anche Kallimarmoron, dei bei marmi, da luogo per le cerimonie dei giochi panatenaici ospitò nel 1896 i famosi Giochi Olimpici di Pierre de Coubertin.
Grazie al primissimo finanziamento di Zappas e poi ad un secondo, importante, di Georgios Averof, questa struttura è diventata ciò che vediamo oggi: il più grande stadio al mondo ricoperto esclusivamente di marmo pregiato.
Sotto le gradinate dello stadio è stato allestito il Museo Olimpico di Atene, un santuario di cimeli di grandi atleti, video, ricordi storici.

Toma di Averoff al Primo Cimitero di Atene
Monumento Storico di Atene: il Primo Cimitero
Tra le cose interessanti da visitare nel quartiere c’è il Primo Cimitero di Atene.
Inaugurato nel 1837 ha accolto soprattutto personaggi di spicco, sia greci che stranieri, diventando una Gliptoteca a cielo aperto, letteralmente uno scrigno di gemme incise. Raccoglie molte opere scultoree dei più stimati artisti della Grecia.
In questa zona ci sono anche altri musei:
- Museo bizantino e cristiano di Atene
- Museo della guerra
- Museo Goulandris di arte Moderna e Contemporanea
Il Corridore della National Art Gallery di Pangrati
Prima di entrare alla National Art Gallery di Pangrati un giro del quartiere è assolutamente doveroso, soprattutto perché si entra in sintonia con ciò che è in mostra.


All’esterno noterai la scultura di metallo e vetro dell’artista ateniese Costas Varotsos, The Runner, Il Corridore, del 1988. Un monumento aleatorio e statico allo stesso modo, molto in linea con tutte le sue opere che generano spesso domande e curiosità. Di questa ci si potrebbe chiedere: “Dove sta andando il corridore?”.
Il fiume Ilisso scomparso sotto la tranvia
Proprio dove è nata questa figura intrepida c’era un tempo un canale, o meglio, il fiume Ilisso.
Era un corso sacro per gli antichi greci ma che, con i secoli, ha perso la portata d’acqua ed è stato inurbato dalla società moderna. Coperto d’asfalto e poi servito come arteria per far correre la tranvia, oggi, proprio per i danni strutturali riportati da quest’ultima, e la conseguente chiusura del tunnel, si sta pensando seriamente di riportarlo alla luce.
Atene non è nuova a progetti di rigenerazione urbana: intorno al fiume correrebbe un’area destinata al verde pubblico, con attività all’aperto.
La scrupolosa riqualificazione dei quartieri è comunque un punto a favore di questa città. Tra l’altro il canale collegava, in linea retta, la National Art Gallery di Pangrati alla Fondazione Stavros Niarchos, sul tratto di mare dove il fiume si getta.
La collezione della National Art Gallery di Pangrati
E poi eccoci all’interno della Galleria, pronti per scoprire l’arte moderna che si porta dietro l’arte antica.
All’incirca parliamo di 15 mila pezzi tra cui opere permanenti di nomi importanti come El Greco, Tiepolo, Luca Giordano, Picasso, Matisse, Delacroix, Rubens, Auguste Rodin e Linard.
Ma sono le opere di pittori greci a portarci in quel limbo di conoscenza dell’arte greca che è comprensibile solo entrando nel vivo della storia, dal periodo post-bizantino ai giorni nostri.
Nelle varie sale della Galleria gli allestimenti si susseguono, e poi a mano a mano spuntano fuori quelli che sono considerati dei piccoli gioielli pittorici.
L’arte che corre da un piano all’altro della National Art Gallery
Tra questi uno spazio a sé stante lo occupa il lavoro pittorico di Panayiotis Tetsis, “Il Mercato di Strada”, un trittico di colori e scene di mercato che vibra e affronta lo spettatore a viso aperto. Metri e metri di vita “comune”, esaltanti e vivaci che ti fanno quasi sentire all’interno della scena.

Trittico “Mercato di Strada”
Quindi c’è una storia di ritratti che vanno dalla detronizzazione di Re Ottone fino ai giorni moderni e tra questi, alcune opere di dimensioni eccelse: “Il Ritratto della Signora Serpieri” di Nikephoros Lytras dentro una copiosa cornice dorata; e “Sulla Terrazza” di Iakovos Rizos che decanta la Belle Époque parigina tra gli aristocratici ateniesi.
E poi le 46 opere del lavoro cubista di Niκos Hadjikyriakos, in arte Ghika, che univa alle componenti del cubismo linee di paesaggio sublimi, soprattutto vi si riconosce l’isola di Hydra.
All’ultimo piano della National Art Gallery di Pangrati si muove la parte più moderna, le arti figurative, la pop-art, arte e tecnologia.
Dalle stelle alle star Michelin
Ancora più in alto, arriviamo alla terrazza, si ha una bella panoramica sulla città di Atene, intorno si aprono l’Acropoli, il colle Licabetto e il Golfo Saronico.
E per una cena degna di nota, non sarà un caso che Spondi, il rinomato ristorante Michelin, si trovi proprio a un passo.
Se vuoi una scelta di ristoranti interessanti e con un occhio all’arte, ti proponiamo Spondi e altri che trovi in questo articolo.